Un vero e proprio supermarket di brand del lusso, con accessori, foulards, pellicce delle migliori marche di moda. Il covo, alle porte del capoluogo lombardo, è stato scoperto dai poliziotti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Milano che hanno arrestato la banda delle ladre insospettabili composta da tre rom- due adulte e una minore – che nel week end del 26-27 maggio rubarono anche nell’appartamento del sindaco, Giuseppe Sala. A incastrarle un’impronta digitale lasciata sull’anta di un armadio, rilevata grazie ai sopralluoghi della polizia scientifica. L’impronta corrispondeva con quella di una donna rom già schedata e con precedenti per furto. Sono state soprannominate le pantere dei furti e sono ritenute reponsabili di diversi furti in appartamenti in centro città. Le donne – travestite da insospettabili con abiti griffati e accessori di lusso rubati in precedenti furti – sceglievano casualmente e a “tentativi” le abitazioni da svaligiare, approfittando di portoni lasciati aperti o intrufolandosi nei palazzi mentre qualcuno usciva. Grazie alle indagini della polizia, ad alcune testimonianze, alle immagini di video sorveglianza delle telecamere in città e soprattutto ad una impronta lasciata da una delle ladre – Gina Beltrami, di 19 anni (nata in Germania, residente a Varese ma senza fissa dimora) – sull’anta di un armadio la polizia è riuscita a identificare anche il resto della banda (Claudia Riesteviski, di 20 anni, e altre due minorenni). Dopo aver fermato due ragazze di origine rom vicino al Palazzo di Giustizia (una delle quali coinvolta nel colpo all’appartamento del sindaco) la polizia è riuscita a risalire anche al loro “covo di lusso”. Una villetta di Bollate, nel milanese, trasformata in un “supermarket della ricettazione” con borse e scarpe griffate, foulard, pellicce, capi di abbigliamento ma anche trucchi e profumi. Il covo serviva come base logistica non solo alle tre – ora in arresto per furto e ricettazione – ma anche ad altre ladre specializzate in furti d’appartamento che arrivavano da Parigi. “Si tratta di una rete internazionale, come tipico dei rom – ha spiegato Maria José Falcicchia, dirigente dell’Ufficio prevenzione generale della questura di Milano – però in una fase più organizzata e diversa da come solitamente si immagina: con una casa, una base logistica. Ragazze ben vestite e insospettabili che però erano ladre”.

 

 

 

 

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