Il responsabile qualità dell’aria dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, Guido Lanzani, ha detto che “per circa il 75 per cento le polveri sottili presenti nell’aria milanese sono dovute ad agricoltura, allevamento, industrie e traffico Diesel”. Sono i dati emersi dall’Inventario delle Emissioni dell’Aria, Inemar, secondo cui, dunque, tre quarti dei pulviscoli sospesi nell’atmosfera, che sono generati da reazioni chimiche e fisiche di altri inquinanti detti fonti secondarie, sono attribuibili all’ammoniaca prodotta dal settore agricolo e zootecnico e all’ossido di azoto emesso dai mezzi Diesel più recenti e dal reparto industriale. Il rimanente 25 per cento delle polveri sottili, immesse nell’atmosfera da fonti primarie, sarebbe dunque legato al trasporto su strada ma non di tipo Diesel. In particolare, sotto accusa ci sarebbero i diesel senza filtro prima dell’euro 5, l’usura del manto stradale per l’uso di freni e pneumatici e, a seguire, la combustione di legna. “Per ridurre la presenza di polveri sottili nell’aria di Milano”, ha aggiunto Lanzani, “bisogna agire su tutti i fronti. Il traffico dell’auto è sicuramente un problema, ma per ridurre l’inquinamento è necessario intervenire anche su agricoltura, allevamento e industrie”. I particolati sono infatti molto dannosi per la salute umana, causando diverse patologie dell’apparato respiratorio e, sempre secondo Lanzani, sono “fondamentali le misure che limitano il traffico cittadino, anche se per diminuire la presenza delle polveri sottili sarebbe necessario anche rendere più efficienti il settore agricolo e quello degli allevamenti, oltre che migliorare il comparto industriale”.

 

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