Alcune indicazioni hanno portato la Guardia di Finanza di Piacenza ad indagare su un 30enne, incensurato, che è finito nella rete dei finanzieri per spaccio di stupefacenti. Il giovane teneva in casa piante di marijuana, che coltivava con sistema idroponico, e manteneva i rapporti con i clienti sul deep web, ricevendo pagamenti in bitcoin, cioè moneta virtuale. Una modalità nuova di portare avanti attività illegali e soprattutto molto difficile da individuare e circoscrivere per gli inquirenti, che sempre di più cercano di porre l’attenzione su ciò che accade sul web e soprattutto nel deep web, ossia quella parte sommersa del web che non compare attraverso le semplici ricerche in google o su altri motori, ma solo attraverso un sistema di anonimizzazione. La guardia di Finanza, al termine delle indagini, ha sequestrato dall’appartamento del 30enne, in centro a Piacenza, 3,8 chili di piante, 170 grammi di anfetamina pura, due flaconi di metadone, vari semi di canapa indiana e materiale per la coltura ed il confezionamento dello stupefacente. Ma non è tutto. L’uomo aveva a disposizione un’abitazione a Rivergaro dove è stata rinvenuta marijuana in via di essicazione e materiali di altre serre.

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