La Procura di Milano ha individuato un nuovo deposito dove potrebbero essere presto trasferiti i pezzi di rotaie e gli altri resti dell’incidente ferroviario del 25 gennaio scorso a Pioltello, nel Milanese, nel quale persero la vita tre donne e cinquanta persone rimasero ferite. Come era emerso nelle scorse settimane, infatti, nel capannone dove sono custoditi tutti quegli elementi utili ai fini dei molti accertamenti in corso si sono verificate delle infiltrazioni d’acqua dovute alla piogge copiose degli ultimi mesi. Da quanto si è saputo, i consulenti della Procura lunedì prossimo andranno a verificare se il nuovo capannone, sempre messo a disposizione da Rete ferroviaria italiana e che si trova anch’esso nella zona dello scalo Greco, è idoneo a custodire le prove del disastro, come sembra allo stato. Intanto, per il prossimo 14 giugno è fissata una riunione tra inquirenti e consulenti per stabilire quando effettuare, probabilmente a luglio, l’ultimo accertamento irripetibile nell’ambito della super consulenza in corso, ossia quello sull’ormai noto giunto con problemi di manutenzione collocato nel cosiddetto ‘punto zero’, dove si staccò un pezzo di rotaia e il treno deragliò. Resta aperto il mistero su chi abbia costruito (Rfi o una ditta esterna) quel giunto, anche perché il numero di matrice, che servirebbe per ritrovare il documento collegato con tanto di indicazione del costruttore, non è leggibile. Potranno essere utili degli appositi strumenti in grado di arrivare a decifrare il numero del giunto. Nell’inchiesta sono indagati per disastro ferroviario colposo e altri reati due manager e quattro tecnici di Rfi e due manager di Trenord, oltre alle due società

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata