“Le paure ci sono, tutti noi abbiamo delle paure, però Milano le paure le gestisce e non le butta addosso agli altri, Milano non ha paura della diversità perché sulla diversità ci costruisce il futuro, e non è una bella dichiarazione di principio perché Milano lo fa da 26 secoli ed è arrivata dove è arrivata, integrando e mettendo insieme le qualità di tutti noi. Quindi, innanzitutto, affrontiamo le nostre legittime paure ma amiamo la diversità”. Con queste parole, il sindaco del capoluogo lombardo ha aperto ufficialmente “Ricetta Milano”, la gigantesca “tavolata multietnica” al parco Sempione nell’ambito delle iniziative organizzate dal “Comitato insieme senza muri” in collaborazione con l’assessorato alle Politiche sociali menghino.”Il mio atteggiamento personale non sarà di demonizzazione del ministro dell’Interno perché non è questo che mi interessa, lo voglio battere con le idee, dimostrando che a Milano si può, e lo farò con il vostro aiuto: non urliamo e basta, non demonizziamo e basta, non troviamo le differenze e basta ma dimostriamo con i fatti che si può e si parte da Milano. Noi abbiamo il dovere di farlo perché noi possiamo, perché siamo i figli di Ariberto da Antimiano (arcivescovo di Milano nella prima metà dell’XI secolo, ndr) che nel Medioevo parlava di unità e integrazione nel lavoro, siamo i figli di Verri, di Beccaria, di Turati, di Martini, siamo i figli di Milano”.

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