Sono pesantissimi gli indizi nei confronti del marito di Souad Alloumi, la marocchina di 29 anni sparita la notte tra il 3 e 4 giugno scorso dalla casa bresciana di via Milano, dove viveva con i figli di nove e tre anni. Secondo i giudici del Tribunale del Riesame che ha deciso di tenere in carcere Abdelmjid El Biti, connazionale di 50 anni, non ci sarebbero dubbi sul fatto che il corpo delle giovane sarebbe stato messo nel pesante borsone che l’uomo ha caricato, a fatica, a bordo della sua automobile, immortalato dalle telecamere di videosorveglianza. È quanto emerge dalle motivazioni depositate nelle scorse ore. Nonostante lui continui a proclamarsi innocente, anche se ha ammesso di riconoscersi nelle riprese, i giudici sono convinti che alla base di quello che ha tutti i contorni di un delitto passionale, ci sia stata la gelosia. La coppia era in procinto di separarsi e pare che l’uomo si appostasse sotto l’appartamento cittadino per controllare gli spostamenti della moglie. Pare che nella sua vita, da qualche tempo, ci fosse un nuovo amore, un trentenne cubano. Il Riesame lo definisce senza mezze misure come “prevaricatore, crudele e spietato, pronto a ricorrere all’estrema violenza pur di affermare se stesso». El Biti è accusato di omicidio volontario anche se il corpo della donna non è ancora stato trovato. Proprio per la sua condotta violenta l’uomo resta in carcere perché ritenuto pericoloso.

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