Porte chiuse in via Romagnoli 37, nel capannone dell’area industriale della frazione di Crema Ombriano che la comunità islamica cremasca ha usato come luogo di preghiera per pochi mesi. L’amministrazione comunale è già entrata in azione con un’ordinanza, che impone il rispetto della destinazione d’uso esistente, in modo che nel capannone si svolga esclusivamente attività artigianale o commerciale. Se il proprietario e l’associazione islamica non faranno in modo di liberare il capannone dall’attività di culto, il Comune interverrà d’ufficio, con spese a carico degli interessati, che diverrebbero passibili di denuncia presso l’autorità giudiziaria. La sindaca Stefania Bonaldi, durante il suo primo mandato, si è battuta per l’integrazione con la comunità islamica nel segno della sicurezza e della trasparenza, trovando un’opposizione dura da parte sia del centrodestra che dei 5 stelle. Alla richiesta di un luogo di culto da parte degli islamici, il Comune aveva indicato tre possibili collocazioni: la più adatta sembrava l’area di via Milano, già utilizzata per gare di motocross. Non se n’è fatto nulla, così come è sfumata negli ultimi anni l’ipotesi di un capannone di via Cremona. E vicino a via Milano, in via Rossignoli, l’acquisto del capannone e la costituzione di un’associazione culturale anche con finalità di preghiera sembravano aprire una possibilità ai musulmani cremaschi, che avevano chiesto il cambio di destinazione d’uso dell’immobile di via Rossignoli, in questi mesi frequentato da un gran numero di persone. L’amministrazione ha opposto diniego, respingendo anche le controdeduzioni presentate dalla comunità islamica “per niente convincenti”, come le ha definite la sindaca Stefania Bonaldi, espressa dal Pd. Anzi la sindaca ritiene che le controdeduzioni dei musulmani dimostrano che la comunità islamica non ha saputo prendere sul serio gli impegni assunti con l’amministrazione”. Di nuovo si pone il problema del controllo e della comunicazione interna, e in definitiva della sicurezza. Stefania Bonaldi si è detta “amareggiata”, poiché la cultura dei diritti in cui crede fermamente non prevede “prove di forza” di questo tipo. Il Comune si era peraltro pronunciato negativamente su via Rossignoli già anni fa, perché la zona è densamente abitata, contigua al più grande complesso di case popolari cittadino, quindi inadatta all’afflusso di centinaia di fedeli, che a volte si verifica nei luoghi di culto musulmani. Gli islamici, quindi, dovranno ripartire da zero nella ricerca di un luogo di culto adatto.

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