Era a capo di una organizzazione famigliare che riduceva praticamente prigioniere le ragazze. Lei 44 anni nigeriana è stata arrestata dai carabinieri del Comando provinciale di Milano per la riduzione in schiavitù e lo sfruttamento della prostituzione di due connazionali adescate a Benin City (Nigeria) e convinte a trasferirsi a Milano per gestire un negozio. Dopo aver attraversato il deserto fino alla Libia e il mar Mediterraneo su un barcone, però, le due donne sono state costrette a prostituirsi con l’aiuto del marito di 48 anni e della figlia di 25, entrambi denunciati a vario titolo. L’organizzazione famigliare era riuscita a schiacciare la volontà delle vittime grazie un rito voodoo tipico di quell’area emerso in molte indagini sulla prostituzione nigeriana. L’indagine dei carabinieri e’ stata chiamata ‘Cliche” perche’ le modalita’ di reclutamento delle vittime e di sfruttamento venivano ripetute in serie. Le ragazze erano trasportate su furgoni e attraversavano il deserto fino a un campo in Libia, dove restavano in sosta anche settimane e (dopo violenze continue) infine salpavano su barconi di fortuna. Una volta in Italia il marito della donna arrestata andava a prelevarle e le accompagnava a Legnano (Milano), dove rivelava loro che si sarebbero prostituite per saldare il presunto debito di 30mila euro contratto per il viaggio nel Mediterraneo. Le nigeriane erano continuamente maltrattate e minacciate di ripercussioni attraverso il potere del rito vodoo. In una intercettazione la ‘madame’ dice a una vittima: ‘Chiunque ti appoggi consigliando di non pagarmi, sia un uomo o una donna, cadra’ addosso a loro la spada di Jesu’…’. L’indagine dei carabinieri della compagnia di Legnano e’ partita alla fine del 2016, quando una delle ragazze (dopo circa 3 mesi di sfruttamento) e’ scappata nel Sud Italia e si e’ rivolta alla Squadra mobile di Foggia che ha dato il via agli accertamenti. Nel maggio 2018 anche un’altra ragazza si è rivolta alle forze dell’ordine. L’uomo e’ stato anche denunciato per violenza sessuale per alcuni approcci con le ragazze. Sua figlia 24enne, invece, e’ accusata di aver gestito i conti dell’organizzazione quando la madre andava in Nigeria per fare il punto con i complici.

 

 

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