Centinaia e centinaia di biopsie che si accumulano referti che non arrivano e preoccupazione tra i pazienti. All’ospedale san paolo il caso dei ritardi delle biopsie ha portato la procura ad aprire un’inchiesta. Da quanto è stato riferito, il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, che guida il dipartimento ambiente, salute e lavoro, ha aperto un fascicolo conoscitivo già all’epoca in cui la Asl le trasmise le ‘carte’ relative al procedimento disciplinare che era stato incardinato nei confronti del responsabile dell’unità di Anatomia Patologica, Gaetano Bulfamante che, adesso è stato rimosso. Ora inquirenti e investigatori devono valutare se il caso presenti profili penalmente rilevanti. Intanto permane lo sconcerto per quanto accaduto in un nosocomio dove tra novembre e febbraio si sono accumulati circa mille vetrini, contenenti le biopsie da analizzare. L’esito dell’esame   che normalmente dovrebbe arrivare entro una decina di giorni, in questi casi si è fatto attendere molto di più costringendo l’assessore regionale alla Sanità ad intervenire e ad inviare ad altri centri i tessuti prelevati. Ma non solo ritardi nella refertazione degli esami ma anche diagnosi errate come nel caso di un 60enne milanese sottoposto a biopsia in seguito a forti dolori e fastidi. Qui la risposta arriva presto ,è negativa ma è sbagliata. Ulteriori approfondimenti infatti individuano metastasi ossee diffuse. Ritardi quindi ma anche diagnosi errate che hanno costretto la procura ad indagare su questo nosocomio milanese.

 

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