Piacenza. 12 anni al capo banda e otto al suo braccio destro, che è tutt’ora latitante: cinque in tutto le condanne della maxi operazione Myocastor (castoro o più comunemente nutria), volta a sgominare lo spaccio di cocaina ed eroina a Piacenza, in particolare lungo gli argini del Po tra Caorso, Castelvetro e San Nazzaro di Monticelli. Le sentenze sono state pronunciate dal giudice Gianandrea Bussi, mentre il pubblico ministero era Emilio Pisante. I fatti risalgono al 2015 e al 2016, quando fu attuata una maxi operazione antidroga che ha portato, negli anni, all’arresto, portare all’arresto di 56 persone, 67 denunciate e 238 segnalate come assuntori di sostanza stupefacente. Gran parte dell’attività era stata condotta dalla compagnia di Fiorenzuola. L’uomo condannato alla pena più alta, 12 anni, e a 40mila euro di multa è Bouazza Aunaoui, 42enne marocchino residente nel Milanese e quando fu arrestato, vennero fermate altre 14 persone. Al momento della cattura, doveva scontare una condanna di 5 anni e mezzo, per reati commessi negli anni precedenti in Romagna. Secondo il suo legale, l’uomo non sarebbe né un narcotrafficante né l’organizzatore del giro di spacciatori. Quelli per cui è stato condannato sarebbero in realtà episodi di piccolo spaccio. Per questo ricorrerà in appello così come il collega che difende Yassine Zaaroury, che è però irreperibile, a cui sono stati comminati otto anni di reclusione e 26mila euro di multa. Pene minori, invece, per gli altri imputati di questo procedimento che sono stati assolti per diversi capi di imputazione. In precedenza altre persone avevano patteggiato oppure chiesto riti abbreviati. Questa è dunque la conclusione, in primo grado, del processo della maxi operazione dei carabinieri che aveva portato all’arresto di una trentina di persone, grazie a cui9 era stata smantellata la rete di venditori di sostanze stupefacenti, hascisc, eroina, cocaina, tra i campi di mais, dove si si vendeva tutto come fosse un supermarket.

 

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