Dal 2003 numerosi terreni agricoli sono vincolati dall’autostrada rimasta sulla carta, la Cremona Mantova. Allora la giunta regionale adottava il progetto preliminare, dopo la conferenza dei servizi cui aveva partecipato anche l’amministrazione provinciale. I Comuni interessati hanno modificato di conseguenza la pianificazione territoriale e su quei terreni non si è potuto fare nulla, né costruire abitazioni né ampliare aziende agricole, poiché ogni autorizzazione da allora è impossibile. La protesta degli agricoltori, delle associazioni, dei cittadini e dei Comuni negli ultimi anni continuamente cresciuta, rafforzando le iniziative del comitato No autostrade sì ferrovie, guidato da Cesare Vacchelli ed Ezio Corradi. L’interrogazione dei consiglieri regionali Marco Degli Angeli e Andrea Fiasconaro accoglie le richieste del territorio e propone alla Regione di revocare una volta per tutte il progetto della Cremona-Mantova. La società concessionaria, Stradivaria, non è più in grado di costruire l’infrastruttura, anche perché i soci principali non ci sono più: Centropadane non ha più la gestione dell’A21 e la Coopsette è stata dichiarata fallita. I flussi di traffico sono troppo deboli, i costi dell’infrastruttura sono lievitati da 700 milioni a circa un miliardo e 101 milioni di euro impegnati dalla Regione per la costruzione dell’opera sono tutt’ora bloccati. La proposta di Fiasconaro e Degli Angeli intende liberare le risorse per fare opere di manutenzione, migliorando ad esempio l’ex statale Cremona Mantova, lungo la quale i Comuni chiedono la messa in sicurezza, con incroci, rotatorie e altre opere minori. Degli Angeli e Fiasconaro riprendono i contenuti della lettera programmatica che il comitato ha inviato al ministro Danilo Toninelli, chiedendo un incontro e la realizzazione di un programma di infrastrutture alternative alle autostrade, ovvero il raddoppio delle linee ferroviarie, la tangenziale di Casalmaggiore e altre opere, come le ciclabili da collegare alla Venezia Torino, e il Tibre ferroviario soluzione Piadena. Una volta cancellato dalle mappe regionali, con la revoca, il progetto di autostrada, autentica spada di Damocle che ogni anno impedisce investimenti sul territorio, anche la Tibre autostradale potrà essere sostituita dalla variante ferroviaria. Ma questa scelta dovrà passare per il consenso del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. Nel frattempo, dopo anni di incertezza, la Regione è chiamata a una decisione definitiva.

Paolo Zignani

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