In due anni, sono 175 gli alloggi del piano “zero case vuote” del Comune di Milano, recuperti grazie al lavoro del Terzo Settore. Sono bastati tre milioni di euro per ristrutturare gli appartamenti in pessime condizioni che si trovano in palazzi privati, i cosiddetti condomini misti. Grazie all’intervento di soggetti del privato sociale e operatori del settore accreditati Palazzo Marino non ha dovuto sborsare soldi per rimettere a nuovo queste unità abitative i cui costi di gestione, fino all’estate di due anni fa, erano troppo alti. L’iniziativa, partita in via sperimentale, ha avuto buon successo. Le cooperative, associazioni di volontariato, fondazioni no-profit, organizzazioni che hanno vinto il bando hanno in concessione gli alloggi per 20 anni avendo l’obbligo di ristrutturarlo e affittarli a prezzo calmierato a nuclei familiari in difficoltà abitativa. Il costo annuo a nucleo non deve superare i 65 euro per metro quadrato. A beneficiarne sono coloro che si trovano nella zona grigia, ovvero che non possono accedere alle graduatorie Erp ma non hanno nemmeno la possibilità di rivolgersi al mercato privato, generalmente sfrattate. I quartieri interessati sono stati Niguarda, con 55 appartamenti, Barona-Famagosta, con 32, 18 in zona Turro-Vigentino, 18 in zona Mecenate-Umbria e 38 al Giambellino-Lorenteggio. Nei prossimi mesi saranno messi a bando altri 50 alloggi tra Baggio, Gallaratese e Chiesa Rossa. Una risposta concreta al problema casa a Milano.

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