Cremona: cantieri bloccati, a rischio il Conad di via Giordano

Cremona. Edifici dismessi, aree abbandonate, aziende chiuse, trasferite o fallite, edifici pubblici inutilizzati da decenni, pericolanti e messi in sicurezza: Cremona subisce il peso e i costi di un patrimonio pubblico rilevante i cui costi di recupero e manutenzione minacciano da tempo le casse comunali, senza che si veda una chiara soluzione. Martedì mattina il caso dell’ex Snum sarà di nuovo affrontato dalla commissione Paesaggio, che aveva ravvisato nel progetto del discount Conad alcuni problemi legati all’aspetto estetico. Non è l’unica riserva da sciogliere: pende sul Comune e sul sindaco Gianluca Galimberti anche l’esposto firmato dal geologo Giovanni Bassi, di Italia Nostra, che contesta il possibile uso privato di un corso d’acqua pubblica, la Cremonella, canale che ha la stessa età della città, 23 secoli. Giovanni Bassi ha minacciato, in caso di mancata risposta, di rivolgersi alla Procura. Cantiere eseguito dalla società Crea, richiesto dal proprietario, la cooperativa Monteverdi, è stato avviato il 31 luglio al solo scopo di bonificare l’area dell’ex società di nettezza urbana: il discount non è ancora stato autorizzato. Gli scavi hanno fatto riaffiorare, per la curiosità e la sorpresa dei passanti, le antiche mura spagnole, in mattoni rossi, oltre all’antico corso d’acqua, entrato da tempo nella rete sotterranea che da secoli consente l’abitabilità di Cremona in una zona così prossima al Po. Molte le complicazioni affrontate dal progetto di discount agli occhi del comitato di quartiere Giordano Cadore, che ha protestato per il previsto aumento di traffico in una via già colpita da un flusso di circa 22mila veicoli al giorno. Sull’opportunità di un via libera a un nuovo supermercato la giunta di centrosinistra non si è pronunciata, sostenendo che l’iniziativa è del proprietario privato, e ha comunque programmato nuovi insediamenti di strutture di vendita medio piccole, non oltre i 1.500 metri quadrati. Cremona lotta continuamente con il proprio passato, come nell’ex polveriera di via Milano, che il Comune ha rilevato dal demanio militare, tutt’ora in stato di abbandono accanto alla ciclabile di Cavatigozzi. Ieri la giunta comunale ha approvato il progetto esecutivo “Dal Morbasco al Po, paesaggi in rete”. I lavori, che si svolgeranno tra settembre e ottobre per un importo di 540mila euro, riqualificheranno diverse aree di interesse ambientale mettendole in connessione tra loro. Si tratta, a Cremona, dell’ex polveriera, e di aree che si trovano in via Acquaviva, via Sacco e Vanzetti, via Massarotti, via Lugo e della lanca del Bosconello, oltre ad altre aree di Motta Baluffi, Pieve d’Olmi e Stagno Lombardo, tutte nel perimetro del parco del Po e del Morbasco. Nuovi alberi e varie specie di farfalle troveranno il proprio habitat.

 

Paolo Zignani