Cremona. Rabbia: ormai i pendolari cremonesi ogni giorno hanno un motivo per arrabbiarsi a causa dei servizi legati al trasporto ferroviario. O forse, ormai, sarebbe meglio chiamarli disservizi, visto che i disagi, anche nel periodo estivo, sono praticamente presenti molto di frequente, come testimoniano i pendolari stessi sui vari social. Ieri, addirittura, è saltato il servizio sostitutivo tra Cremona e Mantova. Il cosiddetto sostitutivo, infatti, quello della Mantova-Cremona-Milano e che viene utilizzato da centinaia di persone, è stato protagonista di un clamoroso episodio: è saltato. Sì, non è arrivato a destinazione per caricare i pendolari. Dopo un’ora di attesa alla stazione di Gazzo Pieve San Giacomo, i viaggiatori hanno dovuto prendere atto della sua assenza. Non solo: mentre aspettavano, hanno visto passare il pullman del servizio sostitutivo in senso opposto, quello che andava verso Mantova. Il tutto, naturalmente, senza precise informazioni né sulla sua assenza e nemmeno su eventuali alternative. Ma come in un film, una donna, chiamata da uno dei pendolari rimasti a piedi, ha accompagnato non solo il suo amico, ma anche le altre persone che aspettavano il pullman fantasma. Un paradossale lieto fine, insomma, che ha fatto arrivare a destinazione non troppo in ritardo le persone coinvolte. Chi, invece, arriva sempre puntuale è l’aumento: da settembre, infatti, gli abbonamenti integrati saranno più cari. Ennesima cattiva notizia per chi viaggia su rotaia, dunque, anche perché i disagi non mancano praticamente quasi mai, anche se il ritocco sarebbe calibrato sull’indice Istat. La decisione è della regione ed è stata presa lo scorso luglio e riguarda gli abbonamenti integrati ‘Io viaggio Ovunque in Lombardia’ e ‘Io viaggio Ovunque in Provincia’. Nessun aumento, invece, per il costo dei biglietti “normali”, proprio in virtù delle numerose criticità del servizio. In particolare, il biglietto integrato giornaliero costerà 50 centesimi in più, così come l’abbonamento settimanale mentre il mensile aumenta di un euro, da 107 a 108 euro. Il trimestrale, invece, cresce di più e passerà da 308 a 312 euro e l’annuale da 1.027,50 euro a 1.039 euro. Questi rincari hanno immediatamente scatenato le proteste dei pendolari che si aspettavano un rimborso per i disagi, non certo un aumento per un servizio che continua a presentare delle lacune.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata