Movida e turismo. Sono questi punti di forza di Milano secondo uno studio della Camera di commercio. Un giro d’affari annuo da circa 31 miliardi di euro (contro i circa 150 miliardi di fatturato registrati a livello nazionale) che piazzno il capoluogo lombardo al primo gradino del podio nazionale per ricavi, seguita da Roma (con 27 miliardi di fatturato), Napoli (oltre 6 miliardi), Padova e Torino (circa 4 miliardi l’uno). Tra shopping, ristorazione, alberghi, tempo libero, sport, musica ed eventi, Milano è quindi la prima provincia italiana per fatturato e numero di lavoratori occupati nel settore della movida. Il capoluogo lombardo risulta invece terzo per numero di imprese: su un totale nazionale di 936 mila aziende, quelle presenti sotto la Madonnina sono 42 mila. Un dato in crescita rispetto alle circa 934 mila del 2017. Sicuramente l’Esposizione Universale del 2015, con i suoi 20 milioni di visitatori, ha dato il via al ritorno di Milano come meta turistica.  Secondo i dati forniti da Palazzo Marino, a Luglio, nella città della Madonnina si sono registrate 621.258 presenze, con una crescita del 5,4 per cento rispetto a luglio di un anno fa. Visitatori in aumento ma anche turisti che hanno soggiornato sul territorio per un periodo di tempo compreso tra gli undici e i venti giorni. Un successo suggellato anche dalla stampa estera che piazza Milano tra le destinazioni migliori al mondo, dove concedersi anche una vacanza di lusso senza spendere eccessivamente. Il turista tipo che a luglio è stato a Milano? Single, con un’età compresa tra i 30 e i 45 anni, che si ferma in città fino a un massimo di dieci giorni. Sono 269.432, infatti, i visitatori arrivati in città che corrispondono a queste caratteristiche. Seguono le fasce d’età tra i 45 e i 60 anni (253.501) e quella tra i 19 e 30 anni (194.574). Sono stati, infine, 193.229 i nuclei famigliari.

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