Uno sconto. E’ l’ultimo tentativo messo a punto da Palazzo Marino per cercare di recuperare i 350 milioni di euro che vanno a formare il buco di bilancio alla voce affitti delle case popolari comunali. Un ribasso del 39% grazie al quale il Comune potrebbe reperire quasi 200 milioni di euro. La misura sarà applicata sulla morosità maturata fino al 2016 e sui bollettini straordinari 2017 non pagati. L’invito a prendere contromisure contro i morosi è arrivato direttamente dalla Corte dei Conti che ha visionato il rendiconto del 2015. Una misura certamente più soft rispetto allo sfratto che andrebbe a penalizzare, in modo eccessivo, famiglie già in difficoltà e che, conseguentemente, finirebbero in carico ai servizi sociali. L’idea dello sconto era nata lo scorso aprile dopo la sigla del protocollo con i sindacati. L’accesso a questa opportunità non è per tutti. Le posizioni di ogni singolo inquilino verranno attentamente valutate e a poterne beneficiare saranno coloro che si trovano in area di “protezione”, con reddito inferiore ai 9 mila euro, di “accesso”, sotto ai 14 mila euro. Due categorie nelle quali sono presenti 11.200 contratti d’affitto. Anche chi appartiene all’area della “permanenza” o chi ha debiti legati ad un precedente alloggio poi cambiato potrà regolarizzarsi in questo modo. Ad essere esclusi saranno gli abusivi e coloro che non ha più i requisiti per ottenere una casa popolare.

 

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata