Sono stati 26 i progetti scelti da Palazzo Marino sui circa 170 presentati da moltissimi enti tra fondazioni, associazioni di volontariato, di promozione sociale, sportiva, culturale, di food policy e sostenibilità ambientale, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita in tutti i quartieri milanesi, di articolare ed arricchire le offerte e le opportunità per chi li abita. È’ la risposta della città alla sfida lanciata dal Comune con il ‘Bando alle periferie’, edizione 2018. Dopo la straordinaria adesione rilevata già nella fase sperimentale dell’anno scorso, dunque, il ‘Bando alle periferie’ non solo viene replicato, ma diventerà un appuntamento fisso: verrà lanciato ogni anno con un finanziamento disponibile di un milione di euro. Il processo di presentazione delle candidature, per la prima volta on-line, è stato accelerato e semplificato. On-line è anche la graduatoria delle 26 proposte che si sono aggiudicate il sostegno dell’amministrazione comunale per questa seconda edizione del bando messo a punto dalla Direzione di Progetto ‘Sviluppo e Coordinamento Strategico Periferie’ che, con un milione di euro di finanziamento, quest’anno ha una capienza quasi raddoppiata rispetto al 2017. Le proposte vincitrici sono quasi raddoppiate rispetto all’anno scorso (furono 14) e alcuni progetti riguardano quartieri già individuati nel 2017 (Giambellino-Lorenteggio, Corvetto-Chiaravalle-Porto di Mare, Adriano-Padova-Rizzoli, Niguarda-Bovisa e Qt8-Gallaratese) e altri riguardano ulteriori zone della città. Il bando affianca il piano del Comune di riqualificazione delle periferie – che passa dalle case popolari al sistema viabilistico, dalle scuole ai grandi progetti di riconversione di edifici come di intere aree – di cui risulta efficacemente complementare. Del milione complessivo a disposizione, come previsto dal Bando, il finanziamento massimo per ogni attività è di 100mila euro nel caso dei progetti che interessano trasversalmente tutte le 5 macro-zone già individuate e di 40mila euro nel caso degli altri progetti. Milano e i milanesi ci sono quindi e questo, secondo Palazzo Marino, è segno della vitalità e della diffusione capillare delle realtà sociali che animano il capoluogo lombardo.

 

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