Spari sin dal primo mattino che si odono nella periferia di Cremona, come al Maristella e nella zona dell’ospedale, gente che perde il sonno, telefonate di protesta, multe e tante lamentele sul Web. La stagione della caccia è iniziata ieri mattina, alle 7, senza iniziative pubbliche degli animalisti, ma il dissenso si fa sentire nel gruppo “Non sei cremonese se non…”. Un pensionato racconta di essere stato svegliato di soprassalto prima delle sei da una sonora sparatoria, ed è solo uno dei cittadini che lamentano l’eccessiva vicinanza doppiette passano vicino alle case, oltre alla crudeltà contro gli animali. Fino a giovedì 31 gennaio però i 3.561 cacciatori tesserati in provincia di Cremona potranno sparare, e anzi la Regione, come ha dichiarato l’assessore Fabio Rolfi, si è impegnata per agevolare l’attività venatoria. Il carniere dell’allodola infatti è stato aumentato: possono essere catturati 20 capi in un solo giorno (erano 10 l’anno scorso) e 80 in tutta la stagione, rispetto ai 50 del 2017. Si può sparare in Lombardia, sia vagando sul territorio che in appostamento fisso, su un milione e 300mila ettari, suddivisi in 31 ambiti territoriali e in 24 comprensori alpini. Le doppiette cremonesi sono una minoranza, poco più di 3.500 su 62.156 in Lombardia, soverchiate dalle 21.885 bresciane che in parte calano sul territorio cremonese. Non sono mancate, in Provincia, le telefonate di protesta di alcuni cittadini, da Bonemerse, Cremona e Gerre Borghi, mentre la polizia provinciale e le guardie venatorie hanno emesso ieri cinque multe: due per aver sparato troppo vicino alle case e tre per non aver segnato il capo di selvaggina.

 

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