Settembre caldo in tutti i sensi per l’inizio della scuola. Mentre domani suonerà la campanella per il primo giorno per la maggior parte degli scolari e degli studenti milanesi, fuori dalle scuole e dagli uffici pubblici montano le proteste. Una cinquantina di educatori professionali si sono riuniti oggi in presidio davanti al Pirellone di Milano, sede del Consiglio Regionale delle Lombardia, per chiedere l’equipollenza alla laurea del loro diploma. L’aula, che ha ripreso i lavori oggi dopo la pausa estiva, ha discusso una mozione presentata dal consigliere di Forza Italia Marco Alparone proprio su questo tema. Dopo l’entrata in vigore del Decreto Lorenzin, che ha istituito 17 albi professionali in ambito sanitario, gli educatori professionali impegnati nei servizi scolastici, nelle case di riposo o nei centri psichiatrici diplomati tra il 1999 e il 2003 rischiano di non poter lavorare più o addirittura di esercitare abusivamente la loro professione. Anche se dal marzo ’99 per essere educatore professionale serve avere una laurea, sotto la facoltà di Medicina e Chirurgia la Regione ha continuato a tenere nelle scuole, come ad esempio all’ Enaip, i corsi di diploma in attesa che i partissero i corsi di laurea vista la necessità di figure professionali. Chi ha preso il diploma tra il ’99 e il 2003, quando è stato istituzionalizzato il corso di laurea, per la legge è senza titolo e non si può iscrivere all’albo. La richiesta dei protestanti è di far riconoscere equipollente il proprio titolo e che la Regione porti all’attenzione del governo la problematica.
Un altro appello arriva dai sindacati come flc cgil secondo cui nella
Scuola in Lombardia, mancano 300 presidi e 8 mila docenti
Su 1.142 scuole in Lombardia, – si legge in una nota del sindacato – 329 sono senza il dirigente scolastico mentre 485 sono senza il direttore dei servizi amministrativi. Quanto alle cattedre vacanti, sono circa 15 mila in tutta la Regione. Per rispondere a questa carenza, erano state autorizzate 14.900 stabilizzazioni di docenti precari, ma ne sono state effettivamente portate avanti solo 7 mila, meno della metà.
E sono appena 142 i docenti di sostegno recentemente nominati in ruolo contro i circa mila posti vacanti.

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