Odori insopportabili a Sergnano, dove le segnalazioni del fetore simile a liquame o urina di gatto sono ormai arrivate in consiglio comunale stamattina, mediante l’interrogazione di Enrico Duranti, dei No Gasaran. I cittadini indicano, come causa possibile, un malfunzionamento del depuratore, che ha avuto problemi un anno fa, costringendo Padania Acque a intervenire, oppure gli spandimenti di fanghi, se non una fonte che si trova in altri territori. Il sindaco Gianluigi Bernardi ha già dato nei giorni scorsi disposizione agli uffici di iniziare il monitoraggio. I miasmi continuano però da mesi e persistono malgrado l’abbassamento delle temperature e in assenza di spandimenti. Arpa, Ats, Provincia e Comuni limitrofi si stanno mobilitando per eseguire le azioni più efficaci. Messa in difficoltà dall’emergenza e dalla pressione popolare, la maggioranza ha accettato di aprire un tavolo di lavoro con i capigruppo, compreso quindi Mauro Giroletti del Pd oltre ai No Gasaran. E’ da stabilire quali sostanze monitorare, e se gli odori siano emessi da sostanze tossiche e nocive o siano soltanto molesti. L’altra interrogazione di Enrico Duranti riguardava lo stoccaggio e la centrale del gas della Snam. Il consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno del pentastellato Marco Degli Angeli, allo scopo di eseguire il controllo della qualità dell’aria, visto che il gestore ammette che c’è una dispersione annua di un milione e 300mila metri cubi di gas naturale, con la presenza di benzene, sostanza solitamente non monitorata dall’Arpa. Per la centrale, il monitoraggio inizierà in novembre, ma per soli 21 giorni, con una durata inconsistente per i No Gasaran, che chiede un controllo su 12 mesi. Il sindaco ha risposto che si farà portavoce di questa richiesta.

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