La situazione del ponte di Casalmaggiore, chiuso ormai da un anno, richiama al massimo impegno la stessa Regione Lombardia, approdando in consiglio nel question time di stamattina, quando l’assessore alle infrastrutture Claudia Terzi ha risposto all’interpellanza di Matteo Piloni del Pd. La riapertura, al termine dei lavori di ristrutturazione, è prevista per il mese di maggio 2019, a carico della Provincia di Parma, ma la principale richiesta è quella di un ponte nuovo, che la Regione, come ha chiarito Claudia Terzi, proporrà all’Anas, purché la strada sia riclassificata da provinciale a statale e l’Anas finanzi l’opera, che dovrebbe essere sostenuta anche dalla Regione Emilia Romagna e dal governo. Il Pirellone, quindi, farà da cabina di regia fra Anas e Comuni della provincia di Cremona. Matteo Piloni si è dichiarato soddisfatto della risposta che d’altro lato ha richiamato l’approvazione da parte del consiglio di due ordini del giorno dei 5 stelle. Marco Degli Angeli, del movimento, ha ricordato le difficoltà quotidiane sopportate dai pendolari, insistendo sulla necessità di fare attenzione ai territori. Fra due giorni, giovedì, è in programma in Regione l’audizione del comitato Ponte Treno Tangenziale di Casalmaggiore. La Regione, va ricordato, ben conosce, per averlo elaborato in una ricerca del 2013 su tutte le infrastrutture lombarde, il dato del costo della chiusura del viadotto, che contava 12.100 transiti giornalieri, con un 27% di mezzi pesanti. Si tratta di ben 52 milioni di euro annui.
Il Pd ha rilanciato i toni polemici, invece, sul bando periferie, che prevedeva 7 milioni di contributi statali per diversi lavori, fra cui la ristrutturazione della scuola e della palestra di San Felice, oltre alla riqualificazione del verde e alle azioni sociali. La giunta Galimberti, a Cremona, ha già approvato i progetti esecutivi, che erano stati finanziati dal governo Gentiloni. In tutta la Lombardia il Bando periferie comportava opere pubbliche per 157 milioni, che il governo ha rimandato al prossimo anno. Per questo i consiglieri del Pd hanno fatto comparire la scritta “Giù le mani dalle periferie”. La critica alla Regione è legata alla proposta che il presidente Attilio Fontana intende fare al governo, considerata troppo debole: sbloccare le opere pubbliche, subito ma solo in parte, col permesso di usare gli avanzi d’amministrazione dei Comuni, che per le norme europee di bilancio non si potrebbero utilizzare. Il Comune di Cremona chiede invece i contributi statali già assegnati mesi fa e rinviati di un anno dal governo Conte.

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