Il blitz è scattato alle 7 di questa mattina. Decine di poliziotti hanno fatto irruzione nell’ex sede Alitalia di Sesto San Giovanni dando il via alle operazioni di sgombero dell’immobile di Piazza Don Mapelli. Lo stabile era stato occupato sabato scorso dagli attivisti del progetto sociale autogestito “Aldo Dice 26×1”: gli stessi che fino a pochi giorni fa alloggiavano nella palazzina occupata di Via Oglio, in zona Piazzale Corvetto, a Milano, e che l’avevano lasciata in seguito alla mediazione di Palazzo Marino.E’ stato il questore di Milano, Marcello Cardona, a disporre lo sgombero dell’ex sede Alitalia di Sesto San Giovanni in seguito alle decisioni prese ieri pomeriggio in Prefettura dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è riunito d’urgenza dopo le richieste di Giuseppe Di Stefano, primo sindaco di centrodestra dell’ormai ex Staligrado d’Italia, che aveva sollecitato l’intervento al ministro dell’Interno Matteo Salvini. All’interno dell’ex sede Alitalia di Sesto San Giovanni, al momento del blitz, c’erano una trentina di adulti e 25 bambini. Fuori c’erano un’altra ventina di attivisti, accompagnati dalla polizia all’interno dello stabile per recuperare capi di abbigliamento, mobili suppellettili e altri oggetti di loro proprietà. Sono diversi i nuclei familiari che vivevano nello stabile occupato abusivamente e che ora dovranno trovare una nuova soluzione abitativa. Lo sgombero avviene mentre è ancora acceso il dibattito sulla nuova circolare del Viminale sugli sgomberi delle unità immobiliari occupate abusivamente. Terminate le fasi di sgombero, infatti, si cerca ora di capire come intervenire verso gli occupanti, una settantina, trovati all’interno. Un problema di non facile soluzione che passa però in secondo piano rispetto alla risonanza mediatica di quella che viene definita come una “vittoria della legalità” dallo stesso sindaco di Sesto San Giovanni, Roberto Di Stefano, che dopo essersi più volte appellato a Salvini ha definito così lo sgombero dell’ex Palazzo Alitalia, appellandosi alla sicurezza e alla legalità, priorità indicate nella circolare diramata dal Ministero. La risposta dell’assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, non si fa attendere. “Secondo Majorino l’unico risultato dell’azione di oggi è che decine di famiglie con bambini stanno tornando a Milano e che ad esse bisognerà dare una risposta”.

 

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