Cremona. Autorizzazione dall’aspetto di un ravvedimento operoso, per la centralina elettrica a biogas della società Fragea di Casanova del Morbasco. Nessun impianto forse è stato tanto contestato e criticato sia dalle associazioni, come Salviamo il Paesaggio, e che dalla Provincia e dal Comune di Sesto ed Uniti, fra esposti e diffide, oltre a una petizione di una sessantina di abitanti, rivoltisi al Comune per chiedere di porre fine agli odori provenienti dal digestato. L’enorme lago in cui viene stoccato il digestato, chiamato appunto lagone nei documenti ufficiali, verrà chiuso, ponendo fine secondo gli auspici ad anni di lamentele. Le diffide prescrivevano alla ditta di ricoprire la struttura con un telo: si sono cercati vari modi, ma l’inquinamento olfattivo si è ripetuto più volte, con alcune segnalazioni ai vigili del fuoco di Cremona. Gli ecologisti e i residenti hanno criticato la stessa autorizzazione del 2010, perché secondo il Pgt di Sesto non sarebbe stato possibile costruire in quel punto. Ma il vecchio decreto di otto anni fa viene sostituito dal nuovo emesso ieri dal dirigente del settore Ambiente della Provincia Roberto Zanoni. Lo scorso luglio la conferenza dei servizi volgeva a sfavore della ditta, per il parere negativo emesso dal Comune, tramite il consulente Davide Gerevini, e il via libera con prescrizioni dell’Arpa e dell’Ats Val Padana. Le molestie olfattive erano ancora in cima alle preoccupazioni. Così la società Fragea ha modificato i progetti, e il lagone verrà finalmente chiuso. Una porzione di circa 3mila metri quadrati tornerà terreno coltivabile, garantendo il normale deflusso delle acque, evitando erosione o ristagno idrico. In attesa della conclusione dei lavori, il vascone dovrà restare vuoto, con l’ausilio di una pompa. Il decreto poi chiarisce la natura dei Soa, sottoprodotti di origine animale che il biogas potrà digerire, ovvero 360 tonnellate annue di latte o derivati e colostro e prodotti di origine alimentare, senza imballaggi, per 2.500 tonnellate all’anno. Le emissioni inquinanti, poi, saranno contenute nei limiti di legge grazie a un filtro a carboni attivi, che sarà applicato al sistema di aspirazione del capannone dei Soa e al pastorizzatore, e a un convertitore catalitico applicato al cogeneratore.

 

Paolo Zignani

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