Bloccare le piattaforme dell’e-commerce che non eliminano i beni e prodotti contraffatti da loro stesse messi in vendita in Rete. È una delle misure urgenti che Indicam, l’Istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione, propone di adottare per affrontare un fenomeno in ascesa: la vendita on line di merci false, che comporta un danno a livello internazionale per le imprese italiane stimato in 35 miliardi di euro.L’e-commerce sul web non è ancora sottoposto alle regole base a cui deve attenersi il commercio tradizionale. Secondo Indicam, gli operatori Internet sono esenti spesso da ogni responsabilità riguardo le violazioni della proprietà intellettuale, a causa di norme comunitarie ormai obsolete. Si tratta di un fenomeno difficilmente controllabile, perché i prodotti vengono spediti anche singolarmente per posta o per corriere.Per affrontare questo fenomeno, quindi, serve una risposta tempestiva e globale.Mario Peserico, presidente di Indicam.”Gli strumenti che proponiamo per combattere la contraffazione sono un maggior monitoraggio del web – ha spiegato – quindi una maggiore responsabilità delle piattaforme affinché individuino i prodotti contraffatti e li blocchino nelle loro aste. Un altro mezzo che riteniamo fondamentale è quello di utilizzare i metodi di pagamento, quindi le carte di credito, affinché quei prodotti riconosciuti come contraffatti non possano essere venduti pena il blocco della piattaforma. Queste sono due delle misure che riteniamo più urgenti per ridurre il fenomeno immediatamente”.Tra le altre proposte di Indicam, di cui si è discusso in un Forum sull’argomento a Milano, l’introduzione di esperti dedicati alla tutela dei diritti di proprietà intellettuale nelle ambasciate italiane nei Paesi più a rischio. Chi copia – afferma il presidente di Indicamm – va estromesso dal mercato.

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