Il Centro Operativo DIA di Milano, coordinato da quella Direzione Distrettuale Antimafia, questa mattina ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari nei confronti di 5 soggetti per il reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso. I destinatari delle ordinanze sono gravemente indiziati di un violento pestaggio avvenuto all’inizio del 2017 ai danni di un imprenditore locale, al fine di estorcergli un’ingente somma di denaro. Le indagini svolte hanno portato in carcere Paola Galliani, 49 anni, intermediatrice finanziaria con studio a Legnano, nel milanese ritenuta la mente del pestaggio all’uomo che le aveva affidato una complessa operazione di trasferimento di denaro estero su estero. Poiché l’intermediatrice non riusciva a fare rientrare la somma, l’imprenditore fu convocato nello studio dove fu pestato da tre persone vicine alla criminalità organizzata. Paola Galliani, parlando al telefono, prima di convocare i tre “castiga matti” aveva detto “ora scateno la belva”, in riferimento a uno dei tre. Ai domiciliari è finito un collaboratore della donna, Enrico Verità, 57 anni. Gli arresti sono uno sviluppo delle operazioni ‘Linfa’ e ‘Kerina 2’ che, nei mesi scorsi, avevano portato al sequestro di oltre 150 chili di droga e all’arresto di 17 persone, soprattutto di origini calabresi, per associazione finalizzata al traffico e alla detenzione di sostanze stupefacenti. Tre dei destinatari delle ordinanze di custodia cautelare eseguite stamani, Giuseppe Morabito, Massimo Emiliano Ferraro (in carcere) e Federico Ciliberto (ai domiciliari) sono già stati condannati in primo grado per il traffico e sono stati ritenuti gli autori materiali del violento pestaggio, dopo essere stati assoldati dalla Galliani che voleva ‘rientrare’ di una somma che la vittima aveva dato alla mediatrice per trasferirla all’estero e riportarla in Italia e che si era in parte persa per strada. Con gli arresti eseguiti stamani dagli investigatori della Dia di Milano si è assistito a un “inquietante rovesciamento di ruoli” tra imprenditori e persone vicine alla ‘ndrangheta.

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