Riportare la legalità sgomberando il centro sociale Leoncavallo. La richiesta, non nuova, è stata formulata e indirizzata al ministro dell’Interno Matteo Salvini da un consigliere comunale di Milano, di area centrosinistra: Enrico Marcora, eletto con la lista Sala, è infatti intervenuto su un tema da anni al centro del dibattito cittadino, chiedendo aiuto proprio a Salvini per riportare la legalità mettendo in atto lo sgombero da tempo rinviato in un contesto   definito dal consigliere di “ assoluta illegalità”. Non sono mancate le polemiche in seguito all’accorato appello che si è levato dalle file della maggioranza contro uno dei centri sociali più vecchi e conosciuti d’Italia. Marcora ha sottolineato che il caso dimostra il non rispetto dei diritti della proprietà privata, e la sua denuncia è stata raccolta anche dai banchi dell’opposizione, con il commento del vice capogruppo di Forza Italia che ha evidenziato come anche a sinistra non si possa tollerare chi vive nell’illegalità. Il Comune di Milano secondo il consigliere non è riuscito a trovare una soluzione che accordi proprietà, occupanti del Leoncavallo e istituzioni, da qui l’appello a Salvini perché intervenga. Alla ricerca di una soluzione il Comune sta lavorando da tempo, le trattative sono in corso per cercare di regolarizzare la posizione del leonka attraverso una modifica al Piano di Govenrno del territorio e uno scambio di volumetrie con i proprietari. I cabassi, infatti, proprietari dell’immobile, cederebbero la struttura in cambio del riconoscimento dei diritti su equivalenti volumetrie da trasferire in un’altra proprietà. Un percorso non concluso che il sindaco Sala ha richiamato nel rispondere al suo consigliere di maggioranza, affermando di non essere assolutamente d’accordo e di lavorare per trovare una soluzione. “Non sarà facile, però non serve in questo momento portare avanti posizioni provocatorie” come “chiedere una mano a Salvini”, è stato il commento del sindaco Sala alla mozione del consigliere.

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