In un’epoca in cui il settore agricolo risente più che mai dei problemi causati dai cambiamenti climatici o dallo sfruttamento di terreni e animali, la risposta si chiama agroecologia; un approccio etico per migliorare la produzione agricola con tecniche e metodi basati su principi ecologici. Obiettivo: coltivare materie prime più sicure, più sane e sostenibili nel rispetto della natura ma senza dire no a scienza e tecnologia. Ad esempio rinunciando a trattamenti fitosanitari con l’introduzione di insetti utili che possano difendere anziché danneggiare le coltivazioni. Se n’è parlato a Milano nel corso del 35esimo convegno internazionale “Innovazione e ricerca, alleanze per l’agroecologia”, organizzato dall’Associazione per l’Agricoltura biodinamica, presieduta da Carlo Triarico, che è anche vicepresidente di Federbio. In tre giorni, dal 15 al 17 novembre 2018, gli agricoltori hanno incontrato studiosi ed esperti per confrontarsi sui vantaggi dell’agricoltura biodinamica e condividere progetti e conoscenze. Tra loro Enrico Amico e Raffaella Mellano. Ospite d’onore dell’evento il filosofo e scrittore francese François Jullien che ha tenuto una lezione magistrale sull’importanza dell’agroecologia.

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