Un regalo della Lega ai cacciatori è la legge approvata ieri a maggioranza dal Consiglio regionale che prevede diverse modifiche alla disciplina lombarda sull’attività venatoria. E’ tolto il limite dei 55 giorni per sparare e la caccia alla volpe è consentita fino al 31 gennaio, equiparata a quella del cinghiale. Un’altra novità riguarda l’abbassamento del limite d’età per sparare, sceso a 17 anni. Una legge per cui esulta l’assessore Rolfi, soddisfatto per aver accolto le richieste del mondo venatorio, mentre s’indignano le associazioni animaliste e ambientaliste, che hanno sempre puntato il dito contro la crudeltà e l’ingiusta pratica della caccia al cinghiale nelle forme collettive della braccata, della girata e della battuta e della caccia alla volpe in tana, ora consentita per tutto il periodo venatorio. C’è poi il problema del tutto ignorato del cambiamento dell’habitat delle specie selvatiche, che a causa della perdita del 25% del patrimonio forestale sta mettendo in difficoltà la fauna alle prese con l’inverno. La questione aveva già portato alcune realtà ambientaliste a chiedere la sospensione della caccia sulla base di queste evidenze. La Regione Lombardia ha deciso tutt’altro: via libera alla caccia, nessuna attenzione alle specie e fucili in mano anche ai minorenni.

 

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