Cremona L’allerta per il fiume Po rimane elevata, come ha fatto sapere l’Aipo, tanto più da quando, stamattina, il tratto occidentale piemontese si attesta su valori superiori al secondo livello di guardia, sui tre previsti, dunque con una criticità moderata. E nel tratto piemontese il livello rimarrà alto anche nella giornata di domani, in seguito alle intense precipitazioni, per poi decrescere. L’effetto è atteso inevitabilmente sulle rive cremonesi, dove però il livello del grande fiume è rimasto oggi 41 centimetri sotto lo zero idrometrico AIPO, mentre il primo livello di guardia è a 2,20. A Piacenza il Po invece è solo 31 centimetri sotto il primo livello di guardia, a 4,69 metri, e in rialzo. Nel Pavese, poi, risultano ben quattro metri in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. La Coldiretti a propria volta segnala che si sono gonfiati anche i grandi laghi lombardi, con il Maggiore al 120,5% di riempimento e un metro sopra la media storica, e il Garda al 108,4% di riempimento, con un conseguente rischio di piena anche per i fiumi che attraversano la provincia di Cremona, dove l’Adda, il Serio e l’Oglio si mostrano gonfi già da diversi giorni. Sono molto ormai i campi allagati e non più in grado di assorbire le precipitazioni. A rischio rimangono le aree golenali del Po non protette dall’argine maestro: i corsi d’acqua minori, d’altra parte sono in molti casi esondati, come rogge e colatori nella periferia di Cremona e sul territorio. La Coldiretti nazionale prepara per domani la mappa dei danni all’agricoltura regione per regione, e in Lombardia l’assessore regionale Raffaele Cattaneo già annuncia la richiesta di stato di calamità: i danni alle coltivazioni si aggirano sui 35 milioni. L’Arpa prevede su Cremona ancora pioggia nei prossimi giorni.

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