Il video dello studente cremonese Lorenzo Ziliani sui disservizi patiti dai pendolari di Trenord era parso eccessivo a qualcuno, che ha dovuto ricredersi rapidamente. Ieri, la stessa persona ha preso il treno da Milano per Cremona, in occasione della Festa del Torrone, e ha patito 15 minuti di ritardo all’andata e 50 al ritorno, sperimentando prima l’aria condizionata troppo calda e poi l’eccesso di freddo, per tornare a casa alle 20.30 anziché alle 19, e dire addio per sempre alla Milano-Cremona-Mantova. Tra i commenti dei pendolari, un rassegnato: “Gli è andata ancora bene”. La routine è questa, e si è ripetuta anche stamattina: il convoglio 5230 delle 8.21 per Codogno non era pronto sul terzo binario ovest al momento della partenza. I viaggiatori hanno udito l’annuncio di un ritardo di 10 minuti e poi di 20, finché, chi poteva, è partito in automobile. La protesta dei 50 sindaci lombardi di martedì scorso davanti alla sede della Regione, a Milano, non ha sortito alcun effetto, a eccezione di un servizio delle Iene che conferma la soluzione scelta dal nuovo amministratore delegato Marco Piuri, confermato dal ministro Danilo Toninelli: tagliare e sostituire con i bus. E’ la sorte che spetta alle linee della nostra provincia, ritenute a bassa frequentazione, poiché accolgono solo un migliaio di pendolari al giorno. Quindi la Cremona Codogno perde 11 corse sui binari, la Cremona Mantova 15 e la Cremona Brescia 3. E in regione sono 350 i convogli in meno al giorno. Per le corse superstiti, oggi è stato un lunedì abitualmente nero: il 16.21 per Codogno non era ancora partito alle 16.30, il Brescia Est Cremona delle 15.40 ha perso 18 minuti, 16 treni sulla Mantova-Cremona-Milano sono stati sostituiti dai bus per interventi di manutenzione straordinaria. E altri ritardi oltre il quarto d’ora stamattina, sulla Cremona Milano, e una corsa cancellata a mezzogiorno da Treviglio a Cremona.

 

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