Crescono, invertendo un trend decennale che sembrava consolidato, le morti per overdose. Nel 2017, complice verosimilmente l’impennata nei consumi di eroina, tornano a segnare un sensibile aumento (più 9,7 per cento). Centotrentotto fino ai primi di novembre 2018 (dati raccolti da geoverdose.it, progetto della Società italiana tossicodipendenze). Sono tre anni che questa cifra aumenta. Aumenterà ancora. E’ quanto riportato nell’ultimo report della direzione centrale servizi antidroga e il capoluogo lombardo è in cima a questa poco edificante classifica. La vittima numero 134 era accasciata qualche giorno fa in un bagno della stazione Centrale di Milano morto per overdose di eroina. Al centro e al Nord Italia gli albanesi riforniscono di continuo le piazze di spaccio di eroina gestite soprattutto da marocchini: è quel che accade a Rogoredo, uno dei più vasti super market d’eroina in Italia, dove negli ultimi mesi i carabinieri di Milano e Monza hanno tagliato due canali di fornitura albanese. Le Nazioni unite stimano che nel 2016 la produzione globale di oppio sia aumentata di oltre il 30 per cento, toccando le 6.500 tonnellate, da cui sarebbero state ricavate circa 450 tonnellate di eroina. Una super produzione, soprattutto in Afghanistan: che incombe sui mercati europei. Il primo Paese di transito è l’Iran. L’Esperto per la sicurezza italiano a Teheran ha comunicato che nel solo primo semestre 2017, nella Repubblica islamica, sono stati sequestrati 7.500 chili di eroina e 8 mila di morfina. Tagliata e messa sul mercato, il valore della droga si triplica. Il gotha dei trafficanti turchi rifornisce gli albanesi sulla rotta balcanica, ma allo stesso tempo li «aggira» via mare. Poi ci sono le droghe cosidette più leggere, ma neanche tanto. Di oggi la notizia che a Buccinasco c’era un gruppo specializzato nello spaccio di marjuana a cocaina. E nell’ ultima operazione della Squadra Mobile di Milano, quella denominata “Miracolo” che ha scoperchiato i traffici di stupefacente in zona San Siro e portato all’arresto di 18 persone, c’è finito anche il gruppo di Buccinasco. Che ha avuto un ruolo determinante, almeno nella svolta delle indagini e per aiutare gli inquirenti a comprendere il quadro, la rete, i fili che univano gli spacciatori da Milano all’hinterland.

 

 

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