Domani pomeriggio alle 17 si riunirà la conferenza dei sindaci dell’Ats, in via San Sebastiano a Cremona, incontro non aperto al pubblico, ma dal quale più di un primo cittadino, oltre alle associazioni e ai comitati spontanei, si aspetta chiarimenti sui problemi dell’inquinamento ambientale, oltre che sui servizi sociosanitari presenti sul territorio. Infatti, tanto più dopo  che la Regione ha emesso il divieto di spandimento dei fanghi in agricoltura in 41 Comuni del territorio provinciali, le domande e gli interventi si intensificano. In un primo momento la notizia del divieto di spandimento è stata gradita a tutti, poi considerandone i motivi, è subentrata la preoccupazione. Infatti le aziende potranno spandere fanghi nei territori comunali in cui gli allevamenti zootecnici non sono sufficienti a fornire il liquame necessario all’agricoltura. A Cremona città si potrà spandere e a Vescovato e Stagno Lombardo no, ma i Comuni in cui è vietato spandere fanghi, come ad esempio Vescovato, non stanno necessariamente meglio. Infatti a Vescovato risulta la presenza di ben 70mila capi negli allevamenti zootecnici, tanto che l’Arpa ha dato la prescrizione, all’interno del Pgt, di non aumentare il numero dei capi, considerata la vulnerabilità del territorio, che non è in grado di assorbire, tanto che le sostanze diffuse entrano facilmente nelle falde acquifere. Problema simile, forse peggiore, si riscontra nel Cremasco, dove le falde sono sub-affioranti. Oltretutto il report dell’Arpa sulla qualità delle acque in Lombardia, nota che in provincia di Cremona, è stato rilevato un superamento della soglia di arsenico del 35%, mentre lo ione ammonio registra un superamento del 46%. Diversi sindaci intendono quindi chiedere un approfondimento all’Ats, per comprendere meglio questi dati. Solitamente viene spiegato che l’arsenico ha presunta origine naturale, nel Cremonese, anche se è una sostanza tipica dei pesticidi, mentre lo ione ammonio si trova nel digestato dei biogas. Sembra quindi che in provincia, visti poi i dati epidemiologici sui casi di tumore, sia più garantita la prospettiva di ammalarsi che di vivere in buona salute.

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