Il maltempo che in questi giorni si è abbattuto sul Nord Italia ha causato numerosi danni in Lombardia e in Emilia-Romagna. Le raffiche di vento, nubifragi, esondazioni, trombe d’aria e grandinate hanno colpito pesantemente l’agricoltura con boschi decimati, coltivazioni distrutte, semine perdute, campi allagati, muri crollati, serre abbattute, stalle ed edifici rurali scoperchiati e animali morti o dispersi, ma anche problemi alla viabilità provocati da frane e smottamenti. E’ la Coldiretti a tracciare questo triste bilancio chiedendo di avviare le procedure necessarie per la dichiarazione dello stato di calamità nelle zone più colpite dal maltempo. In Lombardia si stimano danni nelle campagne per circa 7 milioni di euro, tra diretti e indiretti. Le province più colpite sono quelle di Brescia, Bergamo, Cremona, Como e Lecco. Nel Bresciano si stima che il conto arrivi già a un milione di euro. Le zone più interessate sono la Valle Camonica e la Valle Sabbia. L’esondazione del fiume Mella ha provocato allagamenti tra i comuni di Gardone Val Trompia e Marcheno, mentre a Verolanuova e Manerbio i terreni sono stati sommersi da oltre 20 centimetri di acqua. A Ponte Caffaro e a Sabbio Chiese, in Valle Sabbia, il forte vento ha distrutto due serre e l’esondazione del fiume Chiese ha invaso i campi nei comuni di Vestone e Barghe. Nel Cremonese, le conseguenze maggiori si segnalano nella striscia tra i comuni di Rivolta d’Adda, Agnadello e Pandino, colpiti da una tromba d’aria che si è abbattuta su stalle, ricoveri per attrezzi e abitazioni per un totale di almeno un milione e mezzo di euro di danni. In tutta la provincia, poi, a causa delle forti piogge si registrano mancate semine dei cereali con perdite stimate fino al 30% rispetto al normale andamento stagionale. Disagi, sebbene più contenuti, si segnalano anche tra Mantova, Milano, Lodi e Pavia. In Emila, è il piacentino la zona più colpita dove, specialmente in area montana, hanno subito danni fra le 60 e le 80 aziende, crolli di mura, capannoni, tettoie, tunnel. I danni ammontano fra i 3 e i 4 milioni. Gli allagamenti delle aziende in pianura stanno determinano una situazione molto problematica. Il livello del fiume Po, fortemente ingrossato, ha indotto il Comune di Piacenza a chiudere al traffico via Nino Bixio, nel tratto sottostante il ponte ferroviario tra le società canottieri Nino Bixio e Vittorino da Feltre. L’Agenzia Regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione Civile ha infatti emesso una allerta meteo codice “arancione” per criticità idraulica per il transito, dal primo pomeriggio di oggi sino a venerdì 9 novembre, di una piena nel tratto comunale del grande fiume.

 

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