Sarebbero due su tre gli abusivi nelle 28mila case popolari di proprietà del comune di Milano. Si tratta di italiani, considerati “storici”, ovvero che hanno occupato negli anni 2000 o ancora prima. Secondo i dati forniti da Metropolitana milanese, l’azienda che dal 2014 gestisce il patrimonio pubblico di Palazzo Marino, si tratta per lo più di famiglie con bambini o nelle quali sono presenti persone invalide. Circa il 60%, per prenderne possesso ha sfondato la porta o ha chiesto aiuto a dei “professionisti” del mestiere, se così si può dire. Il restante 40% ha ricevuto l’alloggio illegalmente da altri inquilini. Una sorta di mercato parallelo. Esistono dei veri e propri quartieri “fortino” degli abusivi: si va da Niguarda. passando per via Cogne e Quarto Oggiaro. Qui, nel terzo semestre del 2018, il Comune è riuscito a recuperare e riportare nella propria disponibilità 60 appartamenti. Da gennaio ad ottobre, invece, sono stati riportati alla legalità settantacinque appartamenti attraverso sgomberi programmati e novanta con un lavoro di mediazione, senza l’intervento delle forze dell’ordine. Non si sono però fermati i tentativi di occupazione. Nel 2014 le case occupate erano 1722 per arrivare alle 1086 di oggi. Le case del Comune sfitte sono circa cinque mila. L’obiettivo della giunta Sala è quello di risistemare e assegnare tre mila alloggi entro il 2021; da aprile scorso Mm ha completato circa un sesto del progetto, con 506 case già pronte.

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