Al piano d’emergenza di Trenord, che ha scelto di togliere treni per sostituirli con i bus, risposte il piano dei pendolari cremonesi, che si sono ritrovati stamattina in Comune, assieme all’assessora Alessia Manfredini. Sarà consegnato alla Regione, per la verifica di fine gennaio sulla situazione dei trasporti ferroviari, un dossier completo di dati oggettivi verificabili, come foto e altri documenti, che dimostri come i disservizi continuino a colpire le linee cremonesi. E’ un caso particolare: in Lombardia, come ha notato Trenord, solo l’1% dei pendolari si lamenta, ma la metà di quell’1% è cremonese, composto da circa un migliaio di persone e viaggia sulle linee per Mantova, Treviglio e Codogno-Milano. Matteo Casoni, dell’associazione InOrario, nota che già sono arrivate le prime segnalazioni. I bus sostitutivi, come da orario, impiegano 20 o 30 minuti più dei treni e si fermano anche 400 metri lontano dalle stazioni, come a Ponte Adda, in luoghi che i passeggeri non conoscono bene. La strada è la via Postumia, non la via Mantova, quindi la più lenta e più stretta, perché si viaggia dietro trattori e Tir. Gli studenti che abitano lungo la Cremona Mantova non riescono più a tornare a casa in tempo col treno, e i genitori devono venirli a prendere. D’inverno Trenord riserva un riscaldamento a sorpresa, tra carrozze gelate e altre con temperature da sauna sullo stesso convoglio della Cremona-Codogno-Milano. Ieri tutti i treni della medesima linea avevano una carrozza in meno, e si arriverà a Natale viaggiando stretti. Ogni giorno ritardi di una decina di minuti, ma ieri a Bozzolo s’è aspettato per 40 minuti, e a Piadena c’è un bus che non si fa vedere da una settimana. Ieri mattina alle 7 chi viaggiava per Mantova ha dovuto attendere mezz’ora in più, oggi sulla linea Brescia Cremona ci sono stati ritardi da 16 e 21 minuti.

 

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