L’Osservatorio nazionale sulle liberalizzazioni nei trasporti, presieduto da Dario Balotta, ha inviato un esposto all’Anac, autorità anticorruzione, per chiedere chiarimenti sui criteri con cui Trenord ha scelto le società dei bus cui affidare i servizi sostitutivi dei treni. Sono stati infatti cancellati dal piano d’emergenza della società ferroviaria lombarda 150 treni giornalieri, e in provincia di Cremona il taglio è più rilevante che altrove. Addio infatti a 8 corse su 30 sulla Brescia-Parma, a 3 su 31 sulla Brescia-Cremona e ben 11 su 18 sulla Cremona-Codogno e inoltre 18 su 24 sulla Cremona-Mantova, per sostituire i treni con i bus. Sono stati tolti i convogli che si fermavano in tutte le stazioni, nella speranza di rendere più veloci le corse dei diretti. Un sistema che non ha funzionato, visti i ritardi registrati nelle ultime tre settimane e anche oggi sulla Brescia Est-Parma, con 23 minuti di ritardo, a causa di un guasto, per la corsa delle 16.50. Il fatto che è, come sottolinea Balotta, Trenord non ha indetto nessuna gara pubblica per la fornitura di servizi: il Trattato dell’Unione europea la prevede quando l’importo supera i 443mila e in questo caso sfiora i 6 milioni. Trenord ha affidato i servizi dei bus sostitutivi a un consorzio di cui sono soci alla pari la stessa Trenord, Ferrovie Nord Milano Autoservizi e  Busitalia Rail del gruppo Fs. Un affidamento a se stessi, dunque? E’ il dubbio cui dovrà rispondere l’Anac, anche perché il consorzio ha sede all’interno della sede delle Ferrovie Nord, socio di Trenord, e ha come presidente Giorgio Spadi, dirigente della stessa Trenord. E oltretutto il consorzio sta subappaltando i bus a dei padroncini che non hanno i mezzi adeguati. Le norme sugli appalti, dunque, sarebbero state violate, per attuare un piano d’emergenza che, invece di sviluppare i trasporti ferroviari, sceglie gli autoveicoli mentre imperversa l’ennesima emergenza smog in Lombardia.

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