I “tutor” faranno la loro comparsa anche sulle strade provinciali dell’hinterland milanese. 700 chilometri di arterie di competenza della Città metropolitana che saranno sorvegliati da questi occhi elettronici in grado di rilevare la velocità media raggiunta dagli automobilisti. Un vero e proprio piano per la sicurezza che Palazzo Isimbardi sta per commissionare e che prevederà una gara per la fornitura, in concessione per undici anni, di diversi sistemi elettronici. Oltre ai “tutor” bisognerà fare attenzione ai sette autovelox classici, ai controlli semaforici e alle almeno 110 telecamere di sorveglianza che saranno posizionate lungo la tratta. Un’offerta c’è già ma l’accensione dei dispositivi è prevista entro l’inizio del 2021. La mappa della sicurezza prevede il posizionamento dei “tutor” sui principali ingressi a Milano, ovvero sulla Milano-Meda, in entrambi i sensi di marcia, all’altezza di Paderno Dugnano; a Pioltello, lungo la Cassanese ne compariranno due così come a Carpiano sulla Binasco-Melegnano. Gli altri entreranno in funzione a Mediglia e Pantigliate sulla Paullese e a Rodano e Settala sulla Rivoltana. Nel mirino ci sono anche gli attraversamenti pedonali e le aree di sosta delle provinciali a sud, per cercare di monitorare o meglio ancora, scoraggiare, l’abbandono dei rifiuti. Sessanta telecamere, poi, offriranno ai tecnici dati e flussi di traffico in tempo reale. Mai numeri dei dispositivi, nel corso degli anni, potrebbero anche aumentare, fino ad arrivare a 20 “tutor”. Il tutto dovrebbe fruttare a Città metropolitana attorno ai 54 milioni di euro in dieci anni, a fronte di 28 milioni di costi (canoni e licenza) per un margine finale positivo di 25,6 milioni.

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