E’ alta l’attenzione di Regione Lombardia sul quartiere milanese di San Siro, al centro delle cronache per abusivismo ed emergenza abitativa. Negli ultimi anni sono stati investiti 43 milioni di euro, come previsto dagli accordi sottoscritti tra Regione, Aler e Comune di Milano per interventi di natura ordinaria e straordinaria. Come sottolineato dall’assessore regionale alle Politiche sociali, abitative Stefano Bolognini, grazie a questi fondi sono state realizzate opere di riqualificazione su molti stabili del quartiere e tra poche settimane, riguarderanno l’immobile di via Civitali 30 nelle scale C e D, in seguito all’allontanamento degli occupanti abusivi. Inoltre 1,3 milioni sono stati destinati alla bonifica, tuttora in corso, dell’amianto dagli stabili delle vie Ricciarelli, Morgantini, Civitali e Paravia e 1 Milione al recupero di alloggi sfitti nelle vie Morgantini, Paravia, Mar Jonio e Abbiati. Anche la sicurezza è stata pontenziata con l’installazione di telecamere di sorveglianza nell’intero quartiere. Aler destinerà inoltre 14,5 milioni nel prossimo triennio per la manutenzione straordinaria e prioritaria degli stabili di via Zamagna 6, Morgantini 5, Ricciarelli 16-22-24, Gigante 2, Selinunte 6. In collaborazione con il Politecnico di Milano è stato attuato un presidio di studenti universitari, che hanno potuto mappare tutti gli spazi non residenziali come ad esempio negozi, scantinati e depositi con il fine di valutare un possibile recupero per restituire la giusta vitalità al quartiere. Da sempre esiste un laboratorio sociale, ancora attivo, che costituisce un riferimento per le diverse problematiche delle famiglie e che svolge anche un’importante funzione di mediazione culturale e sociale. In aggiunta sono in programmazione iniziative con enti e associazioni, quali ad esempio, Croce Rossa, il banco alimentare e alcune onlus della zona. Tutte azioni per restituire al quartiere San Siro la giusta conformazione estetica e funzionale per garantire vivibilità all’interno di un quadro complessivo di legalità. Molto spesso sono proprio episodi di abusivismo e vandalismo che hanno contribuito in modo determinante al degrado generale della zona con atti di rottura di ascensori, citofoni, cassette della posta, serrature delle porte di accesso ai condomini.

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