Sostituire i treni più vecchi delle linee meno frequentate con autobus: è la proposta elaborata da Trenord per fronteggiare la situazione di emergenza in cui versa ormai da tempo il servizio ferroviario in Lombardia, che è significativamente peggiorato in termini di puntualità e soppressioni rispetto al 2017. Il rovescio della medaglia, però, preoccupa numerosissimi pendolari perché le soppressioni sulle linee indicate interesseranno circa 7mila passeggeri. Un “prezzo” sostenibile, secondo Trenord. La data che tanto preoccupa è quella di domenica 9 dicembre, quando entreranno effettivamente in azione i bus tanto discussi. Le opposizioni in Regione hanno cercato di contrastare questa nuova misura che però sta per partire, anche per volontà della maggioranza. Gli stessi pendolari, vessati quotidianamente dai disservizi, si dicono scettici perché le condizioni di viaggio, per loro, potrebbero anche peggiorare. Le opposizioni hanno detto di essersi schierate contro questi cambiamenti sin da quando si trattava di un’idea aleatoria e si rendono conto che anche ora, a pochi giorni dall’inizio del nuovo programma, Trenord non sta adottando misure atte a risolvere i problemi effettivi dei pendolari, che sono quasi 800 mila, e tutti, ma soprattutto gli interessati, hanno diritto di sapere se l’azienda riuscirà a dare garanzie sull’effettivo numero dei bus. In Regione si dicono convinti che il cambio da ferro a gomma per alcune tratte potrà favorire anche gli altri pendolari e libererà le linee da molti treni, spesso semi vuoti, ma il tema, a questo punto, sembrerebbe essere più materiale e riguarda proprio la flotta degli autobus. A oggi, però, non sembrano esserci garanzie né sui mezzi né sul servizio e lo scetticismo è comprensibile, visti i risultati negativi di questi anni.

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