Cremona. Gli ultimi disservizi sono di stamattina, in particolare sulla Cremona Brescia, visti i 33 minuti di ritardo annunciati da Trenord per il treno delle 8.40 per Cremona, a causa delle conseguenze di un guasto agli impianti di circolazione. Gli effetti si sono fatti sentire anche nel Casalasco, dove il Brescia Parma che doveva partire alle 7.50 si è messo in marcia, invece, 42 minuti dopo, per la stessa causa. I guasti agli scambi sono una delle tipiche ragioni per cui l’orario non viene rispettato. Ci sono guasti alle linee elettriche, all’apertura delle porte delle carrozze, agli scambi, per non parlare dei treni precedenti che si fanno aspettare e i guasti ai passaggi a livello. Ieri le direttrici della provincia di Cremona hanno registrato diversi ritardi di un quarto d’ora, ma lunedì è stata una giornata difficile, per i 40 minuti di attesa subiti da chi voleva tornare a Cremona col treno delle 20.20 da Milano centrale, a causa di un guasto. Anche chi è partito alle 19.15, sempre dalla centrale di Milano, ha patito mezz’ora di ritardo per poter preparare il treno all’interno del deposito, come ha fatto sapere Trenord. Inevitabili le proteste di Legambiente, che stamattina ha pubblicato il dossier Pendolaria 2018, giunto all’undicesima edizione. I passeggeri in Lombardia sono 750mila con punte di 800mila nei giorni feriali, su 15 tra le linee più frequentate d’Italia. Le odissee dei pendolari però non finiscono mai: i disservizi si verificano, nota Barbara Meggetto, nelle fasce orario tra le 6 e le 8 e tra le 18 alle 20, le più frequentate, e il territorio cremonese è tra i più colpiti. Il piano d’emergenza di Trenord ha tolto 150 treni in Lombardia, sostituendoli con i bus, in particolare in provincia, sulla Brescia-Casalmaggiore-Parma, la Brescia-Cremona e la Mantova-Cremona-Milano. Legambiente chiede interventi urgenti soprattutto per la Brescia-Parma, dato che ancor oggi non è elettrificata e prevede soltanto convogli a gasolio.

 

Paolo Zignani

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