Il comitato civico TrenoPonteTangenziale di Casalmaggiore, presieduto da Paolo Antonini, con segretario Stefano Prandini, chiede alle istituzioni e all’opinione pubblica di prendere atto di una situazione drammatica: a Casalmaggiore le infrastrutture principali sono tutte in crisi, eppure non vengono considerate nella loro inevitabile connessione, e anzi, sono tutte da terzo mondo. Casalmaggiore non è in Emilia ma non sembra neanche in Lombardia: il ponte sul Po è chiuso da un anno e tre mesi, la tangenziale non si fa malgrado la saturazione della viabilità, in un dedalo di rotatorie tra l’una e l’altra frazione e la linea ferroviaria Parma Brescia non è ancora elettrificata. Nessuna istituzione a quanto pare si occupa seriamente della viabilità casalasca nel suo insieme, e così il presidio ospedaliero Oglio Po ha visto diminuire gli ingressi e poi è stata chiuso il reparto di Ostetricia. Eppure i biglietti dei treni rincarano ogni anno, così come i ritardi dei medesimi. Per uno studente o un lavoratore muoversi da Casalmaggiore a Parma o Cremona diventa sempre più difficile, perché gli investimenti pubblici latitano e gli stessi programmi della Regione Lombardia e della Provincia non sono sempre chiari e lo stesso sindaco Filippo Bongiovanni, della Lega, a volte pare isolato. Per la costruzione un nuovo ponte servirebbero 35 o 40 milioni di euro, come si è previsto a San Benedetto Po, in modo da non limitarsi alla ristrutturazione del vecchio, già più volte in crisi con i suoi 12mila transiti giornalieri, in gran parte mezzi pesanti che devono passare proprio lungo le strade intasate del capoluogo casalasco. L’emergenza continua da anni, eppure a Cremona come in Regione si parla innanzitutto dell’autostrada Cremona Mantova, che il comitato civico definisce tutt’altro che urgente. Il 22 gennaio al Pirellone si riunirà di nuovo il tavolo competitività delle Province, dei Comuni e della Camera di commercio di Cremona e Mantova. L’argomento centrale sarà ancora l’autostrada, ma se sarà realizzata, come ha spiegato il presidente regionale Attilio Fontana, saranno sottratte risorse alla cosiddetta viabilità minore.

 

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