Sono cento gli ettari di bosco già distrutti dalle fiamme sul Monte Martica nell’incendio divampato nel pomeriggio del 3 gennaio dalla località Rasa di Varese. Nel frattempo proseguono le operazioni di spegnimento che prevedono anche l’impiego di un Canadair e di altri tre mezzi aerei: due elicotteri del servizio antincendio regionale e un Sikorsky S-64 (Erickson). Nella notte tra il 3 e il 4 gennaio hanno operato anche gli specialisti vigili del fuoco del nucleo S.A.P.R (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto). I droni dotati di termocamere e geolocalizzazione hanno permesso di eseguire una mappatura dettagliata dei fronti per agevolare il coordinamento delle operazioni di spegnimento nelle quali sono impegnate più di 150 persone, tra pompieri e volontari della Protezione Civile.Le fiamme hanno superato la cima della montagna e hanno iniziato a scendere. I fronti attivi sono due, uno si dirige verso l’Alpe Cuseglio dove, a protezione di un gruppo di abitazioni, si sono posizionati i vigili del fuoco con due automezzi. L’altro fronte sta scendendo verso ex miniera della Valganna. I vigili del fuoco stanno indagando per accertare le cause del rogo e non escludono l’ipotesi dolosa. Sul luogo è giunto anche il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana che ha spiegato che “disastri come questo non devono più ripetersi”. La Regione ha intenzione di attivare un Tavolo con i proprietari di questi terreni, per lo più privati cittadini, affinché si effettui una manutenzione e continua pulizia dei boschi, a partire dalle sterpaglie, che sono tra le principali cause dei roghi”. La Coldiretti stima che ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire il bosco andato a fuoco con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo.

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