Cremona La limitazione dei fondi pubblici, imposta dallo Stato, apre infatti le porte ai bandi pubblici e ai contributi dei privati, con un rischio in più, tutt’altro che da trascurare: l’influenza esercitata dai privati, e il controllo sull’effettiva indipendenza dell’amministrazione. L’ultimo Piano esecutivo di gestione della giunta Galimberti, approvato lunedì scorso applicando le disposizioni dell’ultima manovra, contiene gli orientamenti, i limiti di spesa, e il Piano della performance, che programma l’attività degli uffici e del personale, indicando gli obiettivi da raggiungere. Tutti i settori dell’amministrazione ricevono un proprio finanziamento, la cui applicazione viene continuamente monitorata dai singoli dirigenti e dall’assessorato di Maurizio Manzi, per poi essere sottoposti ai controlli dei revisori e della Corte dei Conti, a preventivo e a consuntivo. Le spese per gli studi e le consulenze, le relazioni pubbliche, i convegni, la pubblicità, la rappresentanza, i viaggi dei dipendenti, la formazione, sono limitati al minimo e per le auto blu ci sono solo 12mila euro. Sul 2019 la spesa complessiva per gli incarichi esterni e le consulenze totalmente a carico del Comune, dovrà essere limitata a 558.526 euro. Due anni fa c’erano centomila euro in più, a dimostrazione che la stretta continua. Questo importo copre infatti anche diversi progetti dei servizi sociali. C’è però un dato variabile e poco prevedibile, perché consulenze e incarichi finanziati con contributi di terzi, non rientrano nei limiti indicati. Quindi i contributi Cariplo, regionali, nazionali ed europei, oltre che privati, potranno superare la spesa prevista. E come nel caso degli incarichi per la riqualificazione dell’illuminazione pubblica, poi appaltata a Citelum, sono diventati il bersaglio preferito dai cecchini dell’opposizione, come anche le consulenze e gli studi preliminari alla presunta chiusura dell’inceneritore o sulle prospettive delle società partecipate.

 

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