Nel solo 2019, l’amministrazione ha previsto di incassare un milione e 440mila euro dai canoni delle oltre 900 case popolari già assegnate, comprese le autorimesse e un acconto sulle spese condominiali. Si aggiungono altri 450mila euro che il settore patrimonio incamera ogni anno da altri affitti e concessioni. Considerato poi l’impegno nella lotta alla morosità colpevole, con l’invio degli agenti della riscossione, oltre alla larga parte di bilancio dedicata al sociale, una trentina di milioni su 85, sembra che il Comune abbia di che investire, tanto più che sono arrivati contributi di cinque milioni per le ristrutturazioni degli alloggi dismessi, ampliando così la disponibilità di abitazioni. In via Allende e via Caudana, a San Felice, poi, stanno per iniziare i lavori per rendere abitabili 15 appartamenti ancora vuoti. Sono già iniziate le assegnazioni dei 30 alloggi già pronti a ottobre, in occasione dell’ultimo bando municipale. Avvicinandosi ai casi singoli, però, appare il dramma di famiglie che non sanno come sopravvivere. Nella graduatoria comunale ci sono 456 nuclei familiari. Tra questi una ragazza madre che vive con i suoi due figli interamente a carico, e che percepisce un Rei, Reddito di inclusione sociale di 370 euro al mese. In più una cooperativa elargisce 70 euro la settimana per fare la spesa, da rendicontare con gli scontrini. La casa è stata messa a disposizione da un privato, tramite la cooperativa, ma i servizi sociali non intendono più versare i 100 euro mensili di affitto, in vista dell’assegnazione di un alloggio comunale nei prossimi mesi. Con il reddito di inclusione, la donna deve pagare lo scuolabus, fra 80 e 150 euro al mese, e usufruendo delle opportunità date dall’amministrazione, può svolgere il servizio civile per 400 euro al mese. A conti fatti, una donna e due bambini devono vivere con poche centinaia di euro al mese. Per l’assegnazione dell’alloggio comunale, occorrerà poi versare tre mensilità in anticipo. Qualche possibilità in più verrà dal reddito di cittadinanza. Le domande si potranno presentare dal 6 marzo, e proprio ieri l’amministrazione provinciale ha attivato un numero di telefono che offre le prime informazioni orientative, lo 0372.406565, dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 12.30. A Cremona città, il reddito di inclusione è stato chiesto da 590 persone: le domande accettate a fine 2017 sono state 289, dati che il reddito di cittadinanza farà aumentare.

Paolo Zignani

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