Roberto Formigoni, condannato ieri in via definitiva dalla Cassazione a cinque anni e dieci mesi nel processo per il caso Maugeri-San Raffaele e detenuto da venerdì scorso nel carcere di Bollate, ha scritto una lettera a penna, con tanto di correzioni, al periodico Tempi, ringraziando “per e le testimonianze che gli sono state inviate e, spiegando che da parte sua ogni parola in più sarebbe fuori luogo, ha agurato buon lavoro e buona battaglia a tutti. Ha poi aggiunto che i messaggi che gli arrivano sono proprio tanti. Ringrazia tutti gli amici e le persone che in questi giorni gli stanno facendo pervenire lettere, telegrammi, cartoline, mail di sostegno e di stima. L’ex Governatore lombardo – processato per il crac delle fondazioni Maugeri e San Raffaele – è andato in carcere anche grazie alla nuova legge “spazza corrotti”. Il verdetto della Cassazione è arrivato la scorsa settimana in serata, dopo poco più di tre ore di camera di consiglio e la dura requisitoria del procuratore generale della Cassazione Luigi Birritteri, che ha sottolineato l’”imponente baratto corruttivo” che ha visto Formigoni tra i protagonisti. Il procuratore generale della Cassazione aveva evidenziato l’imponente mole delle prove, “ulteriormente corroborata” dal concordato in appello del faccendiere Pierangelo Daccò e dell’ex assessore lombardo Antonio Simone. Da parte di Formigoni ci sarebbe stato un “sistematico asservimento della funzione pubblica agli interessi della Maugeri, un baratto della funzione”. Il Pg Birritteri aveva inoltre ricordato che questa vicenda corruttiva riguardava un giro di circa 70 milioni di euro e 6 milioni di “utilità”, sotto forma di cene, viaggi e vacanze da sogno, che sono arrivati “in vari flussi e forme” a Formigoni.

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