Piacenza: escalation di violenza tra le mura domestiche

Piacenza Desta preoccupazione l’escalation di violenza tra le mura domestiche che si sta registrando nell’ultimo periodo a Piacenza. Da Fiorenzuola arriva una drammatica storia di maltrattamenti in famiglia. Ha far emergere la situazione la figlia di una donna 45enne albanese che per anni ha sopportato le umiliazioni e la violenza del marito per paura che una sua denuncia potesse dare ulteriore fuoco all’ira dell’uomo nei suoi confronti e dei cinque figli, tre minorenni e due maggiorenni. Ma lei la piccola si è armata di coraggio e si è rivolta ai carabinieri della stazione di Fiorenzuola per raccontare quanto da molto tempo accadeva tra le mura domestiche: la apparente tranquillità familiare da sempre scossa da continue liti, minacce, violenze sia psichiche che fisiche, che un operaio 47enne albanese, pregiudicato, rivolgeva alla moglie. In queste ore il giudice del Tribunale di Piacenza, concordando pienamente con quanto ricostruito sulla condotta tenuta dal 47enne albanese, e con quanto richiesto dal Pm, ha quindi firmato a suo carico l’ordinanza della misura della custodia cautelare in carcere. I carabinieri di Fiorenzuola lo hanno quindi portato in carcere alle Novate. E altra vicenda tragica quella di un uomo indagato dalla procura con l’ipotesi di violenza sessuale su minore. Secondo le ipotesi, la ragazza avrebbe subito atti sessuali da parte del compagno 45enne della madre. La giovane sarebbe affetta da una lieve disabilità cognitiva. La vicenda si sarebbe svolta – il condizionale è d’obbligo – in città e avrebbe preso le mosse da alcune frasi della giovane, dette a scuola. Da qui è partita la segnalazione ai Servizi sociali, i quali hanno poi inviato una relazione alla procura, che ha aperto un fascicolo. L’uomo, difeso dall’avvocato Francesco Monica, è così stato indagato con la terribile accusa di violenza sessuale su minore. La madre della ragazza avrebbe negato ogni coinvolgimento del convivente. Si sarebbe trattato di un fraintendimento che, però, deve essere verificato nei minimi dettagli. Un atto necessario per tutelare fino in fondo i diritti e la tranquillità della ragazza, ma anche quelli dell’uomo schiacciato da quell’accusa pesante come un macigno.“Il 27 febbraio, si svolgerà dal gip un’udienza che dovrà stabilire la capacità o meno della vittima di testimoniare. Davanti al giudice per le indagini preliminari, Stefania Di Rienzo, si presenterà una ragazza di 15 anni.