Ancora una volta, l’altro ieri, la riserva naturale Palata Menasciutto è stata invasa dalla schiuma bianca, mentre l’acqua emanava un odore disgustoso. L’hanno notato i volontari che stavano ripulendo dai rifiuti il terreno della palata quattrocentesca, e hanno avvisato il sindaco di Pianengo Roberto Barbaglio. La segnalazione arrivata all’Arpa e al Parco del Serio ha consentito ai tecnici di fare un sopralluogo ed eseguire prelievi di campioni d’acqua, per scoprire quale sia la fonte inquinante. C’è anche un’altra ipotesi in campo, meno accreditata, perché non ci sono state variazioni di livello del Serio negli ultimi giorni, né ha piovuto a monte: quella che considera gli effetti negativi di un sommovimento di residui depositatisi sul fondo della derivazione irrigua già da parecchi anni.  E spunta il dubbio che il depuratore di Sergnano, già in difficoltà in passato, abbia lasciato tracce. I lavori per il nuovo collettore di Crema e Sergnano stanno comunque per iniziare. Sarà infine il verbale dell’Arpa, almeno secondo gli auspici, a fare chiarezza. In questi ultimi giorni i volontari del gruppo Salviamo il Menasciutto e del Wwf, con il sostegno dei Comuni di Pianengo e Ricengo, hanno prelevato i rifiuti che hanno sommerso la riserva naturale, per il 90% portati dall’ultima piena del Serio. In quattro mattine, sono stati raccolti 20 sacchi extralarge: i furgoni municipali hanno dovuto fare ben sei viaggi. Sono stati trovati pneumatici, tessuti, stoffe, anche abiti, ritagli di tappeti e tappetini, cavi, plastica quasi bruciata, sacchetti per le flebo, salviettine per le mani, assorbenti, e poi reti, lattine disintegrate e anche barattoli, e due mesi fa persino una tanica enorme.  L’immondizia si era attorcigliata anche attorno agli alberi, ed è stata tolta prima che l’erba crescesse fino a renderla invisibile. La maleducazione aumenta all’approssimarsi delle sponde, come ha notato uno dei volontari, nella speranza che si faccia opera di prevenzione, in modo che le piene non creino più difficoltà simili.

 

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