Il gup del capoluogo lombardo Alessandra Simion ha rinviato a giudizio tre ex dipendenti del Comune di Milano, un imprenditore edile e una società nell’ambito di un’inchiesta su un presunto giro di tangenti nell’edilizia relativo a lavori di manutenzione di scuole e case popolari. Sono stati prosciolti, invece, l’imprenditore Cristian Naccari e la società Fenini. Il prossimo 7 maggio, davanti alla decima sezione penale del Tribunale milanese, si aprirà il processo per Massimiliano Ascione, ai tempi “titolare della Posizione Organizzativa del Comune di Milano”, e per i due ex dirigenti comunali Stanislao Virgilio Innocenti e Armando Lotumolo, accusati di corruzione e concussione, per avere pilotato alcune gare sulla messa in sicurezza delle scuole a favore del Consorzio Milanese Scarl (che ha già patteggiato nel marzo scorso). Il giudice ha mandato a processo anche un imprenditore e la società di cui era direttore generale. L’imputato e la società hanno risarcito il Comune di Milano con 230 mila euro e Palazzo Marino ha ritirato la costituzione di parte civile nei loro confronti. Nel marzo dello scorso anno, altri tre ex dipendenti comunali, arrestati nel settembre 2015 nell’ambito del primo filone dell’inchiesta su un giro di tangenti nel settore dell’edilizia, avevano patteggiato pene al di sotto dei due anni di reclusione. Sempre nel settembre del 2015, poi, oltre agli arresti, furono sequestrati anche trentadue lingotti d’oro ritrovati nella disponibilità di tre dei quattro indagati, poi venduti per avere soldi liquidi utili ai fini del risarcimento di 850 mila euro offerto dai quattro arrestati e dalle due società all’amministrazione comunale milanese e accettato con una delibera di Giunta.

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