Brescia, morte di Diva Borin: è omicidio

Brescia Segni evidenti di strangolamento. E’ quanto stabilito dall’autopsia sul corpo di Diva Borin, l’anziana trovata morta nella sua abitazione a Urago Mella. La donna, 86 anni, viveva da sola e aveva un nipote. Un dipendente di un supermercato la assisteva e la aiutava a casa. E’ stato lui a lanciare l’allarme quando sabato scorso è entrato nell’abitazione e ha trovato la donna riversa sul pavimento. Gli investigatori della Polizia hanno lavorato sotto traccia, attendendo di capire dagli accertamenti autoptici se dietro la morte della donna, che risale a venerdì o sabato, vi fosse la mano di terzi. Gli esami medico-legali hanno portato una prima drammatica certezza sull’episodio: la donna non è morta per cause naturali, i segni di strangolamento fanno del suo decesso l’epilogo tragico di un omicidio. Gli investigatori hanno ascoltato vari testimoni, tra i quali l’unico nipote di Diva Borin. La signora è stata trovata dal badante già esanime intorno alle 14 dello scorso sabato nella sua abitazione di via Ballini, all’interno di una palazzina nella quale vivono prevalentemente persone anziane. L’uomo di 40 anni e dipendente di un vicino supermercato si apprestava a portare servizio presso la donna. L’aiutava nelle faccende domestiche e a svolgere le mansioni quotidiane. Dopo aver rinvenuto il cadavere, il badante ha dapprima avvisato un nipote e chiamato i soccorsi. L’appartamento è stato posto sotto sequestro da parte della squadra mobile della questura di Brescia, mentre la salma è stata condotta all’istituto di medicina legale dell’ospedale civile di Brescia. E’ stato proprio l’esame autoptico ad evidenziare i segni dello strangolamento che ha portato il pubblico ministero Antonino Bassolino ad aprire un’inchiesta per omicidio. I vicini di casa come il badante e l’unico nipote della vedova assassinata sono già stati sentiti dagli inquirenti. Esclusa la pista della rapina degenerata, si profila invece l’ipotesi di un movente legato ad una questione di denaro.