CREMONA Quei 44 milioni di euro che figurano nella riga che indica l’importo totale, in fondo all’elenco dei crediti che vanta il Comune, un elenco di ben 19 pagine, sarebbero un’autentica manna per un bilancio che pareggia a 85 milioni, se solo fossero subito disponibili. Vietato sognare, però: occorre molta pazienza, anche perché alcuni di quei crediti sono ormai inesigibili, oppure saranno incassati, ma solo a tempo debito, e soprattutto se la caccia ai debitori darà risultati soddisfacenti. Intanto, è indispensabile per legge verificare meticolosamente la correttezza dell’elenco dei debitori, correggendo se è il caso l’entità del credito. E’ quel che hanno fatto, in vista dell’ultima riunione della giunta Galimberti, il primo marzo, tutti i dirigenti di settore dell’amministrazione, per aggiornare i dati del bilancio nel preventivo 2019. Una volta cancellati i crediti insussistenti, per erroneo accertamento, oppure di dubbia esazione, o prescritti, o modificati per una modifica del contributo, restano attivi ben 700 crediti diversi per un importo totale di 44 milioni, che dovrebbero essere versati a vario titolo. All’ufficio entrate municipale, ad esempio, stanno ancora aspettando che chi non ha pagato quei 97mila euro in arretrato dalla Tarsu dal 2012 si faccia vivo, sollecitato dall’agenzia di riscossione. Non è arrivato il contributo del ministero della giustizia,150mila euro, per le spese degli uffici giudiziari del 2014, e neanche il mezzo milione atteso dal ministero degli Interni per il progetto sui minori stranieri non accompagnati. Ci sono crediti dal Consorzio forestale, dagli inquilini delle case popolari, da Snam Rete Gas, dal Gse, sono stati pignorati stipendi, mandati i vigili assieme ai funzionari dell’agenzia di riscossione, ma il creditore comunale deve aspettare, e anche Linea Reti Impianti ha rimandato il pagamento di 268mila per l’uso dell’inceneritore, la Provincia di Piacenza non ha pagato l’illuminazione pubblica di viale Po e la stessa Corte d’Appello di Brescia non ha ancora dato il rimborso spese del 2017 per il personale degli uffici giudiziari. Persino l’Aem, che appartiene al 100% al Comune, non ha ancora versato 1 milione e 730mila euro per l’accertamento dividendi del 2017, e la stessa agenzia di riscossione Ica-Abaco deve tutt’ora rimborsare alcune spese di notifica fatte dal Comune al posto suo.

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